Pioggia e prezzi

Uno dei tradizionali modi per spiegare i limiti dell’econometria a chi si avvicina per la prima volta all’economia è quello di citare un famoso saggio del 1980 di David Hendry (Econometrics, Alchemy or Science?, Economica, 47, pp. 387-406). Confrontando i dati riguardanti la crescita dei prezzi in Gran Bretagna e quelli riguardanti la quantità cumulativa di pioggia caduta in Scozia negli ultimi decenni, si scopre che esiste una formidabile correlazione fra queste due variabili. Ma ancora più sorprendente è il fatto che se si esaminano la correlazione statistica fra la crescita dei prezzi e una variabile apparentemente più plausibile come la quantità di moneta circolante nell’economia britannica, scopriamo che essa è molto più debole. Tuttavia nessuno si sogna di spiegare la crescita dei prezzi con la quantità di pioggia, e – vicerversa – nessuno spera che l’inflazione diminuisca grazie a mutamenti climatici globali che affliggono il nostro pianeta. Eppure se ci fidassimo ciecamente dello “strumento” dovremmo fare così.

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1 Commento

Archiviato in Economia, My Neoclassical Education

Una risposta a “Pioggia e prezzi

  1. che la statistica dovrebbe servire a verificare le ipotesi scientifiche e non a formularle è una questione di metodo non limitata all’economia. magari poi vado a leggermi l’articolo di Hendry, ché non se ne sa mai abbastanza.
    in ogni caso la correlazione è una tecnica esplorativa, *quando* si ipotizza un rapporto causale si dovrebbe andare di regressione, mi dicono.

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