Archivi del mese: dicembre 2010

Pioggia e prezzi

Uno dei tradizionali modi per spiegare i limiti dell’econometria a chi si avvicina per la prima volta all’economia è quello di citare un famoso saggio del 1980 di David Hendry (Econometrics, Alchemy or Science?, Economica, 47, pp. 387-406). Confrontando i dati riguardanti la crescita dei prezzi in Gran Bretagna e quelli riguardanti la quantità cumulativa di pioggia caduta in Scozia negli ultimi decenni, si scopre che esiste una formidabile correlazione fra queste due variabili. Ma ancora più sorprendente è il fatto che se si esaminano la correlazione statistica fra la crescita dei prezzi e una variabile apparentemente più plausibile come la quantità di moneta circolante nell’economia britannica, scopriamo che essa è molto più debole. Tuttavia nessuno si sogna di spiegare la crescita dei prezzi con la quantità di pioggia, e – vicerversa – nessuno spera che l’inflazione diminuisca grazie a mutamenti climatici globali che affliggono il nostro pianeta. Eppure se ci fidassimo ciecamente dello “strumento” dovremmo fare così.

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Archiviato in Economia, My Neoclassical Education

Dieci cose sull’università italiana

1)   Fra i 27 paesi della UE, l’Italia è penultima per quanto riguarda il finanziamento pubblico all’istruzione universitaria.

2)   Nel settore strategico della ricerca & sviluppo l’Italia ha destinato nel 2007 l’1,2% del PIL, ultimo fra i paesi dell’OCSE.

3)   Le pubblicazioni dei ricercatori italiani – per quantità e qualità –  sono classificate fra le prime 10 al mondo.

4)   Negli ultimi 3 anni è aumentata sensibilmente la disoccupazione fra i laureati, sia triennali che magistrali (dal 14% al 21%). Stesso andamento per i specializzati (dal 9% al 15%).

5)   Il reddito medio di ingresso di un neo-laureato è di 1100 euro mensili, il più basso – a parità di potere d’acquisto – fra tutti i paesi dell’OCSE.

6)   La quota di laureati che provengono a loro volta da famiglie in cui è presente almeno un laureato è la più alta fra tutti i paesi dell’OCSE.

7)   Solo il 14% degli imprenditori italiani è in possesso di una laurea. Si tratta della quota più bassa fra tutti i paesi dell’OCSE.

8)   La riforma Gelmini ha abrogato definitivamente la figura del ricercatore a tempo indeterminato, sostituendolo con contratti a tempo determinato per una durata complessiva non superiore ai 6 anni.

9)   La manovra finanziaria di Tremonti ha contemporaneamente stabilito che le università potranno spendere per i contratti a tempo determinato solo il 50% di quanto spendevano nel 2009. Questo significa che il numero di ricercatori a tempo determinato sarà inferiore a 200 unità in tutta italia, verosimilmente fra 30 e 50.

10)  Il fondo di finanziamento ordinario delle università subirà un taglio di 1076 milioni di euro nel 2011, solo in parte compensato dalla legge di stabilità (800 milioni di euro), da cui vanno ulteriormente decuratati i soldi necessari per bandire i concorsi da professore associato per gli attuali ricercatori “ad esaurimento”.

(Fonti: ISTAT, AlmaLaurea, CPU, Accademia dei Lincei)

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Lo scopone di Pertini

Pertini volle giocare a scopone. Fui coinvolto, in coppia con Andreotti contro il Presidente e il suo segretario. Pertini si accaniva, ma la sua memoria era tradita dall’età. Berlinguer più che mai pensava ad altro. Ricordo che si giocava con le quattro carte a tavola e si considerava valida l’eventuale scopa finale. Andreotti, con autentico sadismo, concluse una partita facendo scopa con il settebello. Il Presidente non resse. Buttò letteralmente in aria le carte imprecando. Profferì parole di fuoco, mise pesantemente in dubbio le nostre abitudini sessuali per bollare l’anomala fortuna (ma usò una parola diversa) di cui avevamo goduto. Una vera e propria eruzione vulcanica. Andreotti rimase imperturbabile. Io avrei voluto fuggire, ma dove? Berlinguer era dispiaciuto. Poi mi prese in disparte e mi rimproverò bonariamente ma con serietà: «Non è per me – disse – ma al Presidente bisogna lasciar fare qualche punto. E’ il capo dello Stato e ci tiene».

(Massimo D’Alema, A Mosca, l’ultima volta)

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Il fattore comune

Il caso più celebre è forse quello di Massimo Calearo. Ma c’è poi tutta l’intera pattuglia dei TeoDem e pure l’ex-prefetto Achille Serra. Infine c’è la componente radicale che, immaginiamo per i soliti nobilissimi principi che li animano (dopotutto i Radicali sono, per definizione, i depositari dell’unica versione del mondo autenticamente buona e giusta), forse fornirà una stampella al governo per il 14 dicembre. Di tutto questo ricordiamoci di ringraziare quotidiamante Walter Veltroni e la vocazione maggioritaria. Degli altri.

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