Archivi del mese: marzo 2010

Divisa (scaramantica) da seggio per Bassolino

Antonio Bassolino ai seggi nell’aprile 2008 (foto sopra) e oggi (foto sotto).

Annunci

2 commenti

Archiviato in Politica Italiana

Errori madornali

Errore madornale di questi anni è stato quello di improvvisare, quello di correre dietro all’editoriale del giorno per farsi venire un’idea di politica economica.

(Stefano Fassina, responsabile economico del Partito Democratico, dal Riformista di oggi)

4 commenti

Archiviato in Economia, Goodbye Giavazzi, Politica Italiana

Un grave errore

Oggi, dopo enormi turbolenze finanziarie, nel board della Fed di New York ci sono Jamie Dimon, presidente e chief executive officer della JPMorgan Chase, la banca d’investimento che con l’aiuto della FED ha salvato la Bear Stearns, e Jeffrey Immel, presidente e Ceo di General Electric, un gruppo finanziario (insieme a Denis M. Hughes, presidente della Afl-Cio dello Stato di New York, un sindacato!). Tre banchieri sono nel board di ciascuna delle dodici banche distrettuali (locali) della Federal Reserve (e questo è un male), ma la FED di New York è la più importante: realizza la politica monetaria, controlla e regola le istituzioni finanziarie e aiuta a mantenere i sistemi di pagamento degli Stati Uniti. Due grandi banchieri in quel board è, assolutamente, un grave errore.

(Riccardo Sorrentino, Un conflitto di interessi alla Federal Reserve?)

Lascia un commento

Archiviato in Economia

Meno male che c’è Bersani

(intervento di Pierluigi Bersani, Camera dei Deputati, 17 marzo 2010)


Signori Presidente e cari colleghi,

dopo 22 mesi di sforzi e districandoci tra processi brevi, medi e lunghi siamo riusciti a farvi parlare per ben tre ore di crisi economica e sociale. Il Governo è venuto a mani vuote. Era l’occasione, signor Ministro, non per fare la difesa d’ufficio di quel che si è fatto sin qui: era l’occasione per dire qualcosa di nuovo davanti all’evoluzione di questa crisi. Noi voteremo tutte le mozioni dell’opposizione e voteremo contro la mozione della maggioranza. Per motivare comincio col dire che noi siamo ottimisti, ma non del vostro ottimismo, un ottimismo che è sempre fatto di parole calmanti e di piccolo cabotaggio.

Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Politica Italiana

La scorta di

Forse perchè cinque corpi comunque erano rimasti là sull’asfalto di quella via fuori mano, in leggera salita o discesa, vicino ad un incrocio. Cinque corpi senza nome, pensai già allora. Io, qualunque cosa accadrà, riflettei, almeno non perderò il mio nome e cognome e qualifica e titoli onorifici. Loro no. Loro sarebbero stati per sempre solo la mia scorta. Al posto del nome individuale, avuto in sorte nascendo, ne avrebbero avuto da allora in poi uno unico, comune e collettivo: la scorta di – e qui il nome, il mio, al caso genitivo. Come se quegli uomini mi appartenessero. Non è vero che la morte è la grande uguagliatrice, pensai: a loro ha tolto vita e nome, a me toglierà la vita, mentre il nome, il mio nome, sarà ripetuto all’infinito o per un po’. E poi abbandonato. Il mio nome. Salvo venir riesumato, di decennale in decennale.

(Alessandro Banda, Come imparare ad essere niente, Guanda editore)

Lascia un commento

Archiviato in Politica Italiana

Prove tecniche di egemonia gramsciana

Sarà per la crisi, sarà perchè ormai pure i più riottosi si sono resi conto delle masturbazioni teoriche ed econometriche non fregava nulla a nessuno, ma da qualche mese è partita fra gli economisti una gara a rendersi digeribili pure alle menti più svogliate dimostrando che – fra equazioni differenziali e matrici jacobiane – c’è qualcosa di utile anche per il Paese Reale. Come un D’Alema a cantare da Morandi, come un Fassino ad incontrare la tata dalla De Filippi, come un Bersani nascosto in terza fila a Sanremo, ecco che pure i grandi cervelli dell’economia hanno iniziato a calarsi in quelle che Gramsci chiamava “le passioni elementari del popolo“. Ad esempio Ofer H. Azar e Michael Bar-Eli, dell’Università Ben-Gurion del Negev, hanno dimostrato che l’interazione fra un portiere e un rigorista di una partita di calcio forma – presumibilmente a loro insaputa – un equilibrio di Nash con strategie miste. Alla prossima finale mondiale ricordatevi quindi di questo paper.

Lascia un commento

Archiviato in Economia

Hayek versus Keynes Rap Anthem

Nonostante le gravi inesattezze a danno di entrambi, è un’idea carina. I primi minuti del video sono meravigliosi per veridicità.

1 Commento

Archiviato in Economia