Morando e il contratto unico

Vorrei spendere due parole sulla proposta di contratto unico rilanciata ieri da Enrico Morando, ma partorita tempo fa da alcuni studiosi (Tito Boeri, Pietro Garibaldi, Pietro Ichino, …), pur in svariate versioni. Prima di qualsiasi discorso, credo però che sia necessario sgombrare il campo da un luogo comune: quello della flessibilità selvaggia non è (solo) un problema di equità sociale. È soprattutto un problema economico. Dare ai giovani una prospettiva di breve periodo significa non investire in capitale umano. Significa impedire la crescita della produttività del lavoro. In Italia assistiamo da anni ad un blocco della produttività e questo è un problema macroeconomico molto grave, che finisce per minare la competitività delle nostre aziende sui mercati internazionali. La situazione attuale è stata incoraggiata, nel corso degli ultimi dieci anni, dall’introduzione di una serie infinita di figure contrattuali che sono state addirittura incentivate fiscalmente. E se da un lato questi nuovi contratti hanno reso più facile l’ingresso nel mondo del lavoro, dall’altro hanno creato una sorta di mercato secondario da cui è sempre più difficile uscire e che rischia di avere grossi problemi di sostenibilità nel lungo periodo, soprattutto dal punto di vista previdenziale.

È in questo contesto che si inserisce la proposta fatta propria da Morando. Al di là dei dettagli tecnici, mi pare che si continuino ad ignorare due aspetti che sono cruciali nel sistema economico italiano. Primo, l’esistenza di una forte eterogeneità fra lavoratori in base ai livelli di formazione. Secondo, la grande differenziazione dell’offerta di posti di lavoro in base alla mansione svolta. Andiamo con ordine. È noto a tutti che i lavoratori scarsamente formati sono fra loro fortemente sostituibili, poiché si occupano di mansioni semplici per le quali si può essere formati in poco tempo. Alla fine dei 2-3 anni di contratto flessibile essi avranno un livello di sostituibilità analogo a quello che aveva all’inizio del periodo. E un datore di lavoro, piuttosto che aggiungere vincoli al rapporto di lavoro (ovvero una stabilizzazione dell’assunzione), preferirà sempre sostituirlo con un nuovo lavoratore che formerà sempre in tempi molto brevi. Diverso, invece, è il caso di un lavoratore altamente formato e specializzato. Per il datore di lavoro può essere effettivamente un costo sostituirlo dopo aver investito su di lui per 2-3 anni. Solitamente è proprio l’azienda a desiderare una stabilizzazione del rapporto di lavoro (per appropriarsi dei frutti dell’investimento effettuato), mentre il lavoratore ha il vantaggio di poter scegliere se restare o far valere le conoscenze acquisite sul mercato del lavoro cercando un altro impiego.

La differenza fra lavoratori non formati e formati è evidente: per i primi la flessibilità è sinonimo di precarietà, per i secondi – invece – è un’opportunità. Il vero dramma è che il sistema produttivo italiano – per una serie di motivi che sarebbe troppo lungo elencare qui – produce più posti di lavoro del primo tipo che del secondo. La proposta di Morando, quindi, può servire al massimo a limitare una serie di odiosi fenomeni (ad esempio l’assunzione di laureati per svolgere lavori non qualificati), ma rischia di rivelarsi addirittura dannosa, offrendo stabilità a chi non la cerca (i qualificati), e costringendo alla precarietà eterna chi, invece, sognerebbe un contratto a tempo indeterminato (i non qualificati).

Annunci

1 Commento

Archiviato in Economia, Politica Italiana

Una risposta a “Morando e il contratto unico

  1. Pingback: Oltre le mitologie giuslavoristiche « Knut Wicksell

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...