Archivi del giorno: 16 dicembre 2008

Morando e il contratto unico

Vorrei spendere due parole sulla proposta di contratto unico rilanciata ieri da Enrico Morando, ma partorita tempo fa da alcuni studiosi (Tito Boeri, Pietro Garibaldi, Pietro Ichino, …), pur in svariate versioni. Prima di qualsiasi discorso, credo però che sia necessario sgombrare il campo da un luogo comune: quello della flessibilità selvaggia non è (solo) un problema di equità sociale. È soprattutto un problema economico. Dare ai giovani una prospettiva di breve periodo significa non investire in capitale umano. Significa impedire la crescita della produttività del lavoro. In Italia assistiamo da anni ad un blocco della produttività e questo è un problema macroeconomico molto grave, che finisce per minare la competitività delle nostre aziende sui mercati internazionali. La situazione attuale è stata incoraggiata, nel corso degli ultimi dieci anni, dall’introduzione di una serie infinita di figure contrattuali che sono state addirittura incentivate fiscalmente. E se da un lato questi nuovi contratti hanno reso più facile l’ingresso nel mondo del lavoro, dall’altro hanno creato una sorta di mercato secondario da cui è sempre più difficile uscire e che rischia di avere grossi problemi di sostenibilità nel lungo periodo, soprattutto dal punto di vista previdenziale.

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Archiviato in Economia, Politica Italiana