Archivi del mese: dicembre 2008

Dertig

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Star Wars

The problem is that the new theories, the theories embedded in general equilibrium dynamics […] don’t let us think about the US experience in the 1930s or about financial crises and their consequences. We may be disillusioned with the Keynesian apparatus for thinking about these things, but it doesn’t mean that this replacement apparatus can do it either“.

(Robert Lucas, “My Keynesian Education”, Keynote Adress to the 2003 HOPE Conference)

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Helmut Der Macher

L’Obama tedesco. Alla faccia di Luca Sofri.

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Nelle mani di Saviano

Come legarsi mani e piedi al giudizio morale di uno scrittore.

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Gole e stomaci profondi

Alle 10 scarse Goffredo Bettini si è già sbafato tre tramezzini con un cappuccino. Qui non si tratta di questione morale, ma di basilare buongusto.

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Aspettando l’Alba

Dopo aver letto questa intervista mi sono convinto che nemmeno la Parietti sfigurerebbe nello staff di Veltroni.

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Onestà intellettuale

Secondo l’FTD, il capo del Istituto tedesco per la ricerca economica (DIW) Klaus Zimmermann, ha invitato gli economisti a smettere di fare previsioni sulla crescita economica per evitare ulteriori confusioni. Lo stop alla proliferazione di stime sulla crescita del PIL sarebbe un segnale di “onestà intellettuale“, visto che la maggior parte dei modelli economici usati per le previsioni non includono la possibilità di crisi finanziarie.

Non so se questo invito di Zimmermann verrà raccolto, né se seguendolo gli economisti riusciranno a recuperare un po’ di credito nel dibattito pubblico. Molti professori lamentano ormai la difficoltà di farsi ascoltare anche da quei politici che negli ultimi due lustri li avevano trattati quasi come oracoli. Le cause sono naturalmente molteplici, ma credo che due elementi abbiano giocato un ruolo centrale. Per prima cosa, la svolta a 180 gradi compiuta sul ruolo della politica fiscale, passata in pochi mesi da male assoluto a panacea di tutti i mali. In secondo luogo la dimostrazione che, nonostante le rassicurazioni fornite per anni, dai disastri della Grande Depressione gli economisti non hanno imparato nulla.  E questa, forse, è la cosa più grave.

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