Classifiche avulse

Continua senza sosta la produzione di classifiche da parte de Il Sole 24 Ore. Dopo la già citata graduatoria del Benessere Interno Lordo, oggi è il turno degli indicatori sulla qualità delle nostre università. È sufficiente una rapida occhiata per rendersi conto della demenzialità dei risultati. Buona parte di essi infatti vengono calcolati sulla base del “peso percentuale dell’ateneo sul totale dei fondi pubblici distribuiti”: è un criterio utilizzato per valutare la produzione scientifica, i docenti promossi, i brevetti e i successi europei. Peccato che non sia immune dalla dimensione della struttura che beneficia del trasferimento. Che la produzione scientifica dell’Università “La Sapienza” di Roma, con i suoi 100 dipartimenti di ricerca, sarebbe stata superiore a quella dell’Università della Tuscia, con i suoi 18, era una cosa che mi sarei azzardo di anticipare anche senza vedere un solo numero. Ma quella classifica non ci dice nulla sull’effettiva produttività scientifica dei ricercatori di quell’istituzione.  I ricercatori di Roma potrebbero essere tranquillamente i più scarsi d’Italia, ma hanno il vantaggio di essere tanti rispetto ai loro colleghi di Viterbo. Discorso analogo si può fare per gli altri indicatori che elencavo prima. E’ più produttiva un gruppo  di 10mila ricercatori che producono 20 brevetti o un gruppo di 100 ricercatori che ne producono 5? Secondo il buon senso, il secondo gruppo, secondo queste classifiche, il primo. Questi dati sono ovviamente legittimi quando sono utilizzati nelle segrete stanze del Ministero per assegnare i fondi alle diverse istituzioni universitarie, mentre diventano un’arma impropria se pubblicati su un giornale, magari con titoli strillati a certificare la presunta qualità di un ateneo. Se si voleva rendere un servizio migliore ai lettori si potevano replicare le stesse indagini rapportando i fondi ottenuti al personale impiegato nella ricerca. Ne sarebbe uscito un indicatore non perfetto, ma almeno un po’ più attendibile per valutare le università “da 110 e lode”.

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