Editoriale al vetriolo del maggiore quotidiano tedesco – la progressista e liberal Sueddeutsche Zeitung – dedicato all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Barack Obama. Stefan Kornelius, capo della redazione esteri, denuncia come il pericoloso delirio messianico/mediatico creatosi intorno al Presidente americano abbia finito per contagiare una giuria che si presumeva saggia come quella di Oslo. Ne riporto qualche stralcio:
“Il Comitato del Nobel riunito ad Oslo non assegna più il Premio per la Pace per un fatto compiuto, ma in attesa della realizzazione di una profezia. Ma le previsioni sono una questione di religione, non di politica. […] Finora il successo politico di Barack Obama è stato quello di aver messo fine alle politiche radicali di George Bush. Per questo si merita un elogio e il riconoscimento. E ovviamente i giudici del Nobel si saranno fatti guidare da questa gratitudine. Ma il Presidente non ci ha ancora mostrato le sue capacità. Finora la sua impresa diplomatica è consistita unicamente nell’avere annunciato futuribili successi diplomatici nei suoi discorsi. […] Il comitato del Nobel si è affidato ad una speranza che è però succube di un delirio messianico che è costruito attorno alla persona di Barack Obama“.