“L’otto per mille non e’ una gentile regalia (a differenza dei rimborsi elettorali e dei finanziamenti pubblici ai partiti, bocciati da un referendum), ma il riconoscimento alla Chiesa per il bene comune. Come conferma la larga risposta dei contribuenti, che le destinano parte delle loro tasse, e di cui si dà ampio resoconto, contrariamente ai soldi pubblici, sommersi nei pozzi oscuri di privilegi e sprechi“. Così Famiglia Cristiana nell’editoriale in uscita questa settimana. Ora, io capisco pure l’importante ruolo che la chiesa cattolica ha rivestito e continua a rivestire nella società italiana. Così come capisco pure (o, perlomeno, mi sforzo di capire) la litania secondo cui “la chiesa può dire ciò che vuole”. E, visto che si avvicinano le ferie, voglio pure chiudere gli occhi di fronte alle ripetute richieste di chiarimento che l’Unione europea ha rivolto al governo italiano sul generoso e ingiustificato trattamento fiscale di cui beneficia il clero italiano. Però di fronte ad un autorevole settimanale cattolico che individua nella chiesa cattolica l’unica depositaria del bene comune e, allo stesso tempo, i partiti politici come destinatari di indebite regalie e protagonisti di sprechi e privilegi del denaro pubblico, io un sussulto di dignità da qualche segretario di partito me lo aspetterei. Qualcuno che non sia il solito Marco Pannella.
21 Luglio 2008...15:29
Sussulti
Salta ai commenti