9 febbraio 2010

El futuro no es lo que era

Come in Italia, pure in Spagna si stava meglio quando si stava meglio.

8 febbraio 2010

La via italiana al capitalismo

In generale, il capitalismo italiano funziona in tre semplici passaggi. Primo passo: si urla e si strepita perché un’azienda è pubblica, segno di medievale arretratezza. Secondo passo: la si compra a prezzi stracciati, e si giustifica lo sconto con il fatto che in questo modo si modernizza il paese. Terzo passo: modernissimi ma indebitati fino al collo, la si vende agli stranieri. A questo punto interviene la politica. Eh, no! Agli stranieri no! E si scopre che la rete telefonica è un settore strategico. Cioè esattamente la stessa cosa che dicevano dieci anni fa quelli contrari alla privatizzazione, trattati come trogloditi, passatisti, premoderni, fessi e conservatori. Mentre i moderni si vede, dopo dieci anni, che bella figura!

A pensarci, le gare di rutti sono più eleganti. Hanno il pregio che a un certo punto si smette, e si torna a casa pensando a quanto si è scemi. Una cosa che col capitalismo italiano non succede mai.

(Alessandro Robecchi, 8 aprile 2007)

5 febbraio 2010

Patto di stabilità

La schizofrenia della stampa italiana ha raggiunto livelli davvero preoccupanti. Da un lato si versano lacrime per una Unione europea che sta andando in pezzi, affogata fra le sue contraddizioni e i suoi egoismi nazionali, dall’altra si elogia una BCE che, invece di bloccare la speculazione sui paesi in difficoltà, getta benzina sul fuoco annunciando solennemente che non verranno accettate violazioni al Patto di Stabilità e che ogni governo nazionale sarà individualmente responsabile. Alla fine l’analisi più seria l’ha fatta Massimo Bucchi.

4 febbraio 2010

Commissariamenti

Mentre Il Sole 24 Ore regala ai propri lettori l’ennesimo editoriale sempre uguale di Nouriel Roubini, un bravo economista italo-americano che è riuscito a crearsi una notorietà internazionale facendo credere a tutti di essere stato l’unico a prevedere la crisi, il Corriere della Sera punta decisamente più in alto offrendo una interessante riflessione di Alberto Quadrio Curzio. Preso atto che il Patto di Stabilità e Crescita è stato un fallimento, si rende necessario trovare forme di coordinamento fiscale a livello europeo capaci di evitare comportamenti irresponsabili da parte dei singoli governi. La situazione della Grecia offre un banco di prova interessante per l’Europa che verrà. Oltre alla proposta di creare un debito pubblico europeo, già avanzata in passato sia dal ministro Tremonti che dal gruppo socialista & democratico del Parlamento europeo, Quadrio Curzio suggerisce di “commissariare” il paese in difficoltà, creando un comitato di vigilanza collegato all’Eurogruppo che affianchi i ministri economici nella definizione delle politiche economiche. Non si tratterebbe quindi di un commissariamento “tecnico”, ma “politico”, che vedrebbe un trasferimento parziale di autorità dal governo nazionale al consesso che riunisce i ministri economici di tutti i paesi dell’area euro. Un sistema, questo, che potrebbe essere esteso poi a tutti i paesi, in modo da creare il nucleo di quel Tesoro europeo che Jacques Delors invoca ormai da oltre vent’anni.

3 febbraio 2010

Senza vergogna

Dalle pagine odierne de Il Sole 24 Ore Alberto Alesina annuncia al mondo che sulla crisi c’aveva ragione lui. No, non è una barzelletta.

2 febbraio 2010

Telecom

Credendo di imitare i signori rinascimentali, il salotto buono del capitalismo (sic!) italiano e i suoi cortigiani si sono illusi e ancora si illudono di poter esercitare il potere in patria con l’aiuto di Re ed eserciti stranieri. Sono speranze vane e pericolose, ora come allora. Le nostre castagne le abbiamo messe noi al fuoco all’inizio di questa disgraziatissima Seconda Repubblica e ora tocca a noi toglierle. Se incarichiamo qualcun altro, non dobbiamo meravigliarci se, una volta toltele dal fuoco, voglia poi anche mangiarsele.

2 febbraio 2010

Tedeschi raus!

Di articoli patetici contro l’ipotetica candidatura di Axel Weber alla BCE ne ho letti parecchi. Ma questo li batte tutti.

2 febbraio 2010

Modello spagnolo

Tasso di disoccupazione: 19,5% (dicembre 2009)

Tasso di disoccupazione giovanile: 44,5 % (dicembre 2009)

Quota dei contratti temporanei sul totale: 32,3% (dicembre 2009)

1 febbraio 2010

Con il vento in poppa

E’ possibile evitare un collasso totale della struttura finanziaria del capitalismo moderno? C’è da dubitarne, in assenza di un governo mondiale del sistema finanziario, e dopo i gravi errori di teoria commessi dai potenti circa cause e rimedi. [...] Il capitalista moderno è come un marinaio che naviga soltanto con il vento in poppa, e che non appena si leva la burrasca viene meno alle regole della navigazione o addirittura affonda le navi che potrebbero trarlo in salvo, per la fretta di spingere via il vicino e salvare se stesso. Se gli Stati Uniti risolvessero i loro problemi interni, ciò varrebbe come esempio e stimolo per tutti gli altri paesi e dunque andrebbe a vantaggio del mondo intero. Magari uno sguardo ravvicinato potrebbe attenuare il mio pessimismo, ma guardando da lontano non riesco ad immaginare un corso degli eventi che possa risanare l’economia americana nel futuro immediato.

(John Maynard Keynes, World’s Economic Outlook, 1932)

29 gennaio 2010

Suggerimenti

Democrazia significa governo fondato sulla discussione, ma funziona soltanto se si riesce a far smettere la gente di discutere

(Clement Attle, Primo Ministro inglese dal 1945 al 1951)