3 Dicembre 2009

La Puglia è in Italia

Mi chiedo se chi è intervenuto prima di me, disciamo, è cosciente che la Puglia è in Italia

(Massimo D’Alema, da qui)

1 Dicembre 2009

Al via l’anno accademico

E’ un testo vecchio ormai di qualche anno, ma riciclabile per ogni inaugurazione di anno accademico (visto che sono tutte eguali).

Ecco per i molti colleghi ed amici assenti una brevissima impressione sulla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico.

Dove.

In una sala di Palazzo [omissis], in via [omissis]. La sala era bella, ma decisamente troppo piccola, anche tenuto conto del fatto che gli inviti (su carta pergamenata e con timbro a secco dei due uccelli a mo’ di sigillo) erano stati diramati in grandissima quantità. Personalmente mi ha molto colpito la presenza di due vigili urbani posti ai fianchi del palco come “guardia d’onore”. (Commento poco benevolo: ho sempre deprecato la “provincializzazione” dell’Ateneo: per la prima volta noto sintomi di “comunalizzazione”; non mi sembra sinceramente un progresso.)

Come.

In maniera tutto sommato decorosa e senza inconvenienti, se non quelli dovuti alla scarsa capienza del locale. Un nutrito cordone di forza pubblica assortita ha tenuto lontano della sala il gruppetto di studenti di Sociologia che protestava; i suddetti studenti hanno dato sfogo alle loro proteste con urla e slogan di vario tipo che hanno fornito un non del tutto sgradevole rumore di sottofondo, atto a dare un certo tono alla cerimonia (“effetto safari: il brivido in piena sicurezza”. Non appena il sottofondo ha rischiato di soffocare l’audio della scena principale, il domatore – il Preside di Sociologia, [omissis] – si è precipitato fuori e tutto è tornato normale).

Cosa.

Spero sarete tutti lieti (come me) di sapere che tutto va bene, anzi benissimo: a riprova vi accludo un brevissimo riassunto di quanto i protagonisti della cerimonia hanno detto, nell’ordine in cui lo hanno detto.

Sindaco di [omissis].

Tutto va bene. Comune di [omissis] ed Università si adorano, dopo un passato di incomprensioni dovute al fatto che l’Università faceva i capricci in materia di localizzazioni edilizie.

Presidente del CdA (e Presidente della Provincia)

Ha parlato solo da Presidente della Provincia per dire che tutto va molto bene. Provincia ed Università filano di perfetto accordo dopo passate incomprensioni dovute al fatto che l’Università rifiutava di farsi provincializzare. Ora però sono anime gemelle: entrambe “specialmente autonome”, entrambe filo-tedesche, entrambe nemiche di [omissis].

Presidente dell’Associazione industriali.

Tutto va bene. Università e economia locale hanno iniziato un periodo di linguinbocca (o “linguimbocca”? Qualcuno dalla Facoltà di Lettere mi aiuti!!!) reciproci dopo passate in comprensioni dovute al fatto che l’Università chiedeva soldi agli industriali (che, aggiungo io, rispondevano e rispondono sistematicamente picche).

S.M. il Rettore.

Tutto va bene. Dopo passate incomprensioni dovute al fatto che noi non avevamo capito nulla dei cambiamenti in atto, ora siamo saldamente sulla via di un’Università più bella, più grande, più internazionale, più concorrenziale, più collaborativa, più efficiente, etc. etc. di prima. Dobbiamo essere grati al governo che ha collaborato alla “grande trasformazione” tagliandoci i finanziamenti. Dobbiamo solo rimboccarci le maniche e collaborare. In futuro (nota personale, quando?) avremo anche più informazioni su quello che Rettore, Senato, Commissione Scientifica e Amministrazione fanno per il bene comune ed in vista del sullodato radioso futuro. Aspettate con fiducia.

Il rappresentante del Personale tecnico e amm.vo

Tutto va male.

Il Rappresentante degli Studenti.

Tutto va benone, anche se le incomprensioni in questo caso ci sono ancora per il fatto che non è stato ancora eliminato il valore legale dei titoli di studio.

A questo punto me ne sono andato e quindi non posso dirvi nulla dei passi successivi e cioè:
1) La premiazione dei migliori laureati (comunque non prevista dalla tradizione);
 2) L’aperitivo di massa (non avevo più le energie necessarie per poter fruire di tali occasioni);
3) Il pranzo per le autorità (non ero invitato);
 4) Le lauree honoris causa (inutili a meno che l’onorato non sia un benefattore; ma quando mai la Facoltà di lettere capirà questi elementari principi di politica universitaria?).

Un giudizio finale.

Un giorno in meno alla pensione.

1 Dicembre 2009

Cassandre

Ancora prima che il risultato elettorale delle infauste elezioni politiche del 2008 fosse noto, Roberto Gualtieri segnalava in un suo articolo su Leftwing il paradosso di un Partito Democratico che si spostava al centro – per non dire a destra – sul piano programmatico, senza riuscire a sfondare in questa direzione, ma anzi prosciugando elettoralmente la cosiddetta sinistra radicale. Al contrario, era l’UDC di Casini che compensava il flusso di voti in uscita verso Berlusconi, rosicchiando consensi al partito veltroniano. E questo accadeva nonostante Enrico Morando si fosse affidato nella stesura del programma elettorale ai pretoriani de LaVoce.info e Goffredo Bettini avesse infarcito le liste di personaggi graditi al mondo moderato (Calearo, Serra, …).

Oggi Roberto D’Alimonte, in una analisi sul IlSole24Ore, sembra confermare le previsioni/interpretazioni di Gualtieri.

1 Dicembre 2009

Piazze (virtuali) piene, urne (reali) vuote

Elettoralmente contiamo poco, ma politicamente rappresentiamo le forze più vive.

(Giuseppe Civati, da Sferapubblica).

30 Novembre 2009

Il pretoriano Zingales

Luigi Zingales – uno dei pretoriani del gruppo de LaVoce.infosi accorge che l’Italia non è un Paese Normale. Meglio tardi che mai.

28 Novembre 2009

Conosci te stesso

Eh, scopare non fa per me.

(Rip)

28 Novembre 2009

Cittadini inutili

Non credo che questi [i militanti di partito, ndr] siano cittadini utili per la buona amministrazione di un Paese moderno

(Sergio Romano, Corriere della Sera, p. 51)

Da non perdere anche il pezzo in cui Romano condanna i partiti della Prima Repubblica perchè avevano la pretesa di contare nelle scelte pubbliche, e nemmeno l’ultima parte, dove l’ex-ambasciatore, pur rassegnandosi al fatto che i partiti debbano esistere, si augura che siano “leggeri” e “non invasivi“, ovvero non disturbino il manovratore.

27 Novembre 2009

Prossimi alla laurea

A: Buongiorno, sarei venuta a registrare il mio voto di XXX.

B: Uhm, guardi che la sessione di registrazione era due settimane fa …

A: Ma c’era scritto su Internet che era possibile venire in ufficio a registrare!

B: E’ sicura? Quell’avviso lo scrissi io e non ricordo di aver inserito una comunicazione simile. Mi faccia vedere dove l’ha letto …

A: (avvicinandosi allo schermo) Ecco vede, c’è scritto proprio qui: “Per tutti gli altri la registrazione avverrà d’ufficio“. Avevo letto bene!

25 Novembre 2009

Autodenuncia

Carlo De Benedetti va a Oxford a dire che in Italia non c’è democrazia perchè c’è un uomo che possiede metà dei mezzi di comunicazione.

25 Novembre 2009

Classifiche avulse

Continua senza sosta la produzione di classifiche da parte de Il Sole 24 Ore. Dopo la già citata graduatoria del Benessere Interno Lordo, oggi è il turno degli indicatori sulla qualità delle nostre università. È sufficiente una rapida occhiata per rendersi conto della demenzialità dei risultati. Buona parte di essi infatti vengono calcolati sulla base del “peso percentuale dell’ateneo sul totale dei fondi pubblici distribuiti”: è un criterio utilizzato per valutare la produzione scientifica, i docenti promossi, i brevetti e i successi europei. Peccato che non sia immune dalla dimensione della struttura che beneficia del trasferimento. Che la produzione scientifica dell’Università “La Sapienza” di Roma, con i suoi 100 dipartimenti di ricerca, sarebbe stata superiore a quella dell’Università della Tuscia, con i suoi 18, era una cosa che mi sarei azzardo di anticipare anche senza vedere un solo numero. Ma quella classifica non ci dice nulla sull’effettiva produttività scientifica dei ricercatori di quell’istituzione.  I ricercatori di Roma potrebbero essere tranquillamente i più scarsi d’Italia, ma hanno il vantaggio di essere tanti rispetto ai loro colleghi di Viterbo. Discorso analogo si può fare per gli altri indicatori che elencavo prima. E’ più produttiva un gruppo  di 10mila ricercatori che producono 20 brevetti o un gruppo di 100 ricercatori che ne producono 5? Secondo il buon senso, il secondo gruppo, secondo queste classifiche, il primo. Questi dati sono ovviamente legittimi quando sono utilizzati nelle segrete stanze del Ministero per assegnare i fondi alle diverse istituzioni universitarie, mentre diventano un’arma impropria se pubblicati su un giornale, magari con titoli strillati a certificare la presunta qualità di un ateneo. Se si voleva rendere un servizio migliore ai lettori si potevano replicare le stesse indagini rapportando i fondi ottenuti al personale impiegato nella ricerca. Ne sarebbe uscito un indicatore non perfetto, ma almeno un po’ più attendibile per valutare le università “da 110 e lode”.